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Filippo Poderini cambia registro: tra visioni intime e ballad minimali

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Ho seguito Filippo Poderini sin dai primi brani e ho visto un percorso che non si è limitato a sperimentare, ma a mettersi costantemente alla prova senza mai scendere a compromessi. “Le Serata Hardcore” rimane — almeno per ora — il pezzo che più mi ha colpito per energia e impatto, ma con Poutpourri e Non sbaglio mai Filippo sceglie una direzione diversa, più raccolta, più interiore.

“Poutpourri”: un microcosmo emotivo con un video particolare

Qui l’artista rallenta e si concentra su qualcosa di più personale. Il brano cammina sul filo tra lo-fi e indie pop senza cercare grandi climax, puntando piuttosto a costruire un’atmosfera soffusa, quasi sospesa. Non è un pezzo che esplode al primo ascolto: ha una natura intima, quasi ellittica, che richiede un po’ di attenzione per entrare nella sua logica emotiva.

Il videoclip è probabilmente l’elemento che più colpisce. È particolare, con un’estetica insolita: la figura femminile, la gonna di piume bianche, la vicinanza fisica e simbolica creano un’immagine che resta impressa. Non è un video “facile”, ma è coerente con l’introspezione del brano e riesce ad amplificarlo, aggiungendo un livello interpretativo in più.

“Non sbaglio mai”: la delicatezza dell’essenziale

L’altro brano, Non sbaglio mai, è un ritorno alla semplicità acustica. Niente effetti, niente costruzioni elaborate: solo chitarra e voce, con una scelta di sottrarre piuttosto che aggiungere. In questo minimalismo trova la sua forza, perché racconta una resa ironica e disincantata nelle dinamiche di un rapporto, senza enfasi e senza melodrammi.

Il pezzo non cerca di impressionare e forse proprio per questo risulta genuino. Non sarà quello che spicca immediatamente tra la discografia di Filippo, ma ha una delicatezza sincera e una dimensione notturna che si lascia ascoltare.

Una fase più intima, ma coerente

Ciò che colpisce non è il tentativo di fare “il brano perfetto”, ma quello di restare coerente con una visione personale. Filippo continua a pubblicare fuori dalle piattaforme principali, rivendicando una scelta etica e identitaria che non tutti farebbero, soprattutto oggi.

“Le Serata Hardcore” resta per ora il suo pezzo più immediato e comunicativo; Poutpourri e Non sbaglio mai, invece, mostrano un’altra faccia del suo modo di scrivere, più morbida, più introspettiva. Non sorprendono allo stesso modo, ma aggiungono consistenza al percorso e dimostrano che l’evoluzione non è solo questione di suoni, ma anche di sguardi.

Video

Ascolta

Filippo Poderini è un musicista di formazione jazzistica e producer umbro. Gestisce lo studio di produzione Audio Monk Prod. a Città di Castello (www.audiomonkprod.com).

Per diversi anni si è dedicato solo alla musica altrui creando ed esaltando brani interessanti, ma nel 2020 è arrivata la svolta e ha sentito il bisogno di pubblicare anche qualcosa di suo. “Dopo 5 anni di onorato servizio conto terzi, sono riuscito a vedermi dall’esterno e trattarmi come uno dei clienti dello studio”.

Pubblica così “Moshi Moshi Pronto Pronto”, il suo primo disco seguito da svariati singoli. A fine 2025 Filippo decide di pubblicare il suo nuovo disco, ma questa volta sceglie un modo diverso: presenta un singolo al mese. Tanti i brani che si sono già fatti notare e le collaborazioni degne di nota come Giorgio Canali, Young Signorino e Maestro Pellegrino degli Zen Circus.

Filippo racconta di provocazioni emotive, contraddizioni , trip mentali e dichiarazioni d’amore post-datate.

Ha diviso I palchi con: Dente, Young Signorino, Giorgio Canali, Francesco Pellegrini, Meganoidi, Nicolò Carnesi.

Ho 39 anni, chiamarmi emergente sarebbe grottesco. Sono un onesto professionista che ha vissuto nell’ombra di altri. Avevo paura di ricevere rifiuti, ma ora, alla soglia dei 40, forse non mi importa più”.

 

michelaredazione

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