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“Il Cacciatore di Orizzonti” di Atlantide: Un disco come una costellazione

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C’è qualcosa di raro in questo disco, qualcosa che sfugge alle etichette. Il Cacciatore di Orizzonti non è semplicemente un album: è un attraversamento. È come osservare il cielo di notte – ogni canzone brilla da sola, unica nel suo genere, eppure, insieme, compongono una costellazione che racconta una storia: quella del viaggio, dentro e fuori di sé.

Atlantide, il progetto musicale di Peppe Santangelo, ci guida in questa traversata sonora insieme alla voce intensa e sincera di Michele Frigoli, capace di restituire sfumature diverse ad ogni brano. Si percepisce subito che nulla è stato lasciato al caso: c’è un rispetto profondo per la musica, una ricerca attenta della melodia, ma soprattutto il desiderio di raccontare qualcosa di vero.

Ogni traccia è un mondo a sé. Immagina O Musa apre con un’atmosfera quasi sacrale: Santangelo in prima persona invoca l’ispirazione, ed è come se ci invitasse a seguirlo, con fiducia, oltre il confine delle solite canzoni. Poi si entra nel vivo.

Lo Spettatore è il ritratto lucidissimo di un’epoca che ci vuole passivi. Salsedine, invece, è il vento che soffia dalla costa della realtà – cruda, spigolosa, ma raccontata con poesia. Viaggia Con Me e Nuvole parlano d’amore e d’identità, ognuna con un vestito musicale diverso, che calza alla perfezione: c’è il pop cantautorale, certo, ma anche accenti di jazz, suoni mediterranei, e un’eleganza armonica rara da trovare.

E poi c’è la luce: Come L’Onda Che Spuma, A Lezione di Sogni e Milady portano leggerezza e ritmo senza perdere profondità. Sono brani che sorridono, che ti rimangono addosso, che fanno venire voglia di alzare il volume in auto, coi finestrini abbassati.

Verso la fine, il disco si fa più intimo. Mediterraneo è una dichiarazione d’amore al mare, alla cultura che ci attraversa. Navigante riflette sul ruolo dell’artista, sul senso del raccontare. E L’Uomo Che Mi Ha Rapita chiude con una carezza: un omaggio ai padri, a quelli silenziosi, che insegnano con lo sguardo e con la presenza.

Il filo che unisce tutto questo? Il desiderio di cercare, di non restare fermi. Ogni brano è una tappa diversa, ma il passo è lo stesso: consapevole, ispirato, umano.

Il Cacciatore di Orizzonti è un album che non fa rumore, ma resta. E lo fa con stile, con profondità, con verità. È la prova che si può fare musica colta senza essere elitari, che si può essere leggeri senza essere superficiali. E che, forse, quello che conta davvero non è arrivare, ma il modo in cui si sceglie di camminare.

Ascolta

Giuseppe “Peppe” Santangelo è un sassofonista, flautista e compositore professionista.

Nato a Sciacca nel 1981, si innamora del sassofono all’età di 14 anni dopo un folgorante ascolto di John Coltrane. Comincia a studiare da autodidatta, sui dischi di jazz, per poi approfondire in maniera più professionale nel corso degli anni, studia con grandi maestri come il sassofonista Orazio Maugeri e Giulio Visibelli. Si specializza nel Sax e nel Flauto, strumento a lui molto caro perché legato alle sonorità mediterranee.

Mentre studia il sassofono in ogni suo aspetto, segue i corsi di Musicologia all’Università di Palermo, laureandosi con una tesi Musicologica sul Jazz nel 2007. Durante l’ultimo anno Universitario si trasferisce a Milano per continuare i propri studi e perfezionarsi alla Civica Jazz, dove entra subito a far parte dell’Orchestra Civica. Lì svolge il ruolo di primo tenore in sezione, suonando con grandi ospiti come Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Jimmy Heath, Percy Heath, Massimo Nunzi, Paolo Silvestri e tanti altri grandi esponenti del jazz.

Giuseppe si diploma in Sax nel 2010 e da quel momento partecipa a vari Festival in giro per l’Italia. Inizia proporre la propria musica costruendola attorno alla filosofia, alla letteratura, alla ricerca dell’essere inteso come sé. Il suo metodo di scrittura è farsi stupire da tutto ciò che di bello e profondo ci circonda. La sua musica è spesso una sintesi che proviene da mondi diversi e spesso distanti tra di loro.

Attualmente è impegnato in due diversi progetti musicali: Il Peppe Santagelo Nu Quartet e

Atlantide.

Il Peppe Santangelo Nu Quartet è un progetto di impronta Jazz giunto al suo quinto disco il “ Peppe Santangelo Nu Quartet Plays Wayne Shorter”.

A fine luglio sempre con lo stesso progetto uscirà il sesto disco Jazz interamente scritto dal sassofonista e compositore Siciliano, “Il Volo Dell’Anima”, sempre per la Asle Music Records, etichetta del compositore.

Invece Atlantide è un binario parallelo a quello Jazzistico, dove Santangelo si cimenta anche nel ruolo di Autore, oltre che di compositore delle musiche e degli arrangiamenti.

Un lavoro che si colloca in modo originale nel mondo del pop e del cantautorato, con influenze variegate estrapolate da mondi diversi. La scelta non è casuale, Atlantide per Santangelo è un viaggio verso un luogo del mito, con un veliero fatto di sogni e ispirazione, dove il viaggio è la ricerca della propria cifra creativa. “Il Cacciatore di Orizzonti”, appena pubblicato a giugno, sarà seguito da un secondo lavoro nel 2026, sul quale Santangelo è già al lavoro.

Numerose sono le collaborazioni di Santangelo come side man o turnista affidabile e professionale. Riconosciute dagli addetti ai lavori la versatilità e l’adattabilità nei più svariati contenti musicali. Inoltre, collabora a tempo pieno con molte agenzie di eventi in tutta Italia o all’estero.

Nel 2023 Giuseppe Santangelo viene scelto dal noto brand Dolce e Gabbana per accompagnare con il suo quartetto le sfilate di Alta Moda. A dicembre dello stesso anno esce uno spot pubblicitario nei social del noto brand di Moda che ha più di 40 milioni di Follower, con la musica composta ed eseguita dal quartetto del Sassofonista e compositore.

michelaredazione

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