Artista viscerale, mente creativa fuori dagli schemi, spirito combattente: Loki è tutto questo e molto di più. Nato e cresciuto a Trento, Loki rappresenta una delle voci più autentiche e intense della scena urban contemporanea. Con il nuovo singolo Iconic Warrior, pubblicato per MYCHANCE, il rapper classe ’90 si mette a nudo in un vero e proprio manifesto personale, dove musica e introspezione si fondono in una narrazione potente, onirica e profondamente emotiva.
Loki ci accompagna nel cuore del suo processo creativo, tra la metafora del guerriero che attraversa le sue liriche, il peso delle esperienze vissute, e l’importanza dei legami affettivi, in particolare quello con la sua famiglia. Iconic Warrior non è solo un brano: è una dichiarazione d’identità, un atto di coraggio, un grido di resistenza in un panorama musicale che troppo spesso premia l’apparenza più della sostanza.
Dalla perdita del padre alla forza del freestyle, dalla voglia di evadere dalla monotonia del proprio territorio al valore dell’immaginazione come strumento artistico, Loki condivide con noi riflessioni profonde e spunti potenti, rivelando cosa significhi davvero “fare musica in modo autentico” oggi. Per chi ama il rap che ha qualcosa da dire, Loki è un nome da segnare e da ascoltare con attenzione.
“Iconic Warrior” suona come un manifesto personale. Quando hai capito che era il momento giusto per raccontarti così?
“Iconic Warrior” è un manifesto personale. Ho capito che era il momento giusto quando ho trovato la forza e l’ispirazione per esprimermi così. Non c’è un momento giusto per spiegare certe cose: succedono e basta. In questo caso è stato proprio così! Nulla di elaborato o forzato, anzi… l’opposto!
Usi spesso la metafora del guerriero: ti senti in una costante battaglia con te stesso o con ciò che ti circonda?
La metafora del guerriero è una costante per me. Sono perennemente in battaglia con me stesso, con il mio Io interiore, e non solo. Questo conflitto si estende anche al mondo che mi circonda. Il guerriero è l’unica figura che mi tiene all’erta e vivo. Un guerriero iconico è una figura mistica, e solo se ci credi veramente può esistere.
In che modo le tue esperienze personali, anche difficili, influenzano la tua scrittura e la tua visione artistica?
Le mie esperienze personali e difficili fanno parte da sempre del mio percorso. Sì, influenzano tantissimo la mia visione artistica e influenzano parecchio anche la mia scrittura. Un vero artista vive ciò che scrive, e scrive ciò che vive. È difficile farlo, sì, assolutamente… ma conosco solo questo metodo per esprimere certe emozioni. Ed è quello che faccio. E ho risposto alla domanda!
Hai parlato della tua famiglia nel brano. Quanto conta il legame affettivo nel tuo percorso musicale?
Il legame affettivo con la mia famiglia è intoccabile. È un punto di riferimento. In Iconic Warrior ho voluto esprimere questo concetto, perché: se non lottiamo per qualcuno, per chi lottiamo, oltre che per noi stessi? Ed è questo il messaggio: ogni combattente ha un motivo per combattere. La mia famiglia è il mio. Sono un leader, e devo comportarmi da tale.
Qual è stato il momento più complicato nella tua crescita artistica fino a oggi, e come l’hai superato?
Sicuramente la morte di mio padre. Sono una persona molto riservata, ma non potevo tenerlo nascosto. Ero nel bel mezzo della mia crescita esponenziale, sia come rapper che come freestyler, ed ho mollato tutto per mesi. Poi sono tornato, più emotivo e forte che mai. Ci sono cose che superi senza sapere come fai. Un guerriero iconico fa questo: non segue un filo logico.
La tua musica ha una forte componente onirica. Che ruolo hanno i sogni e l’immaginazione nel tuo modo di scrivere?
I sogni, l’immaginazione, l’arte, l’ignoto, la pazzia, i demoni: sono tutte componenti che creano il mio essere artista. Essere me, essere Loki, essere Gianluca. Sono fondamentali. Sono un mezzo sciamano… e nella scrittura tutto ciò si nota e si sente. Io non scrivo: io voglio descrivere delle immagini. Gli incubi, i sogni, la psiche… sono, anche involontariamente, una base essenziale della mia scrittura. Sono mezzo matto, ma va bene così.
Sei nato e cresciuto a Trento: quanto ha influito il tuo territorio sulla tua identità artistica?
Il territorio dove vivo ha ovviamente influenzato la mia visione artistica. Abito in un piccolo sobborgo, precisamente a Meano (MCZ)! Siamo in tanti a fare questa roba: la cultura HipHop si respira in ogni angolo. Siamo una nicchia a latte, in mezzo a queste menti chiuse e false. Quando posso, scappo lontano da Trento; infatti, sono spesso fuori regione ad esibirmi. Ma questo desiderio di “distaccarmi dalla massa” in una cittadina vuota e monotona mi ha aiutato a evadere, viaggiando con la mente… e anche altrove.
Cos’è per te oggi il successo? E cosa significa “fare musica” in modo autentico?
Il successo? Sinceramente, non lo so.Per me è far arrivare il messaggio, il concetto, le emozioni con la mia arte. Quindi, per me, sto già avendo successo: ragiono come un professionista. Fare musica in modo autentico significa fare qualcosa di unico, lontano dai canoni, viaggiando controcorrente. Un pezzo come Iconic Warrior non si sente in giro. Voglio che la gente mi riconosca per quello che sono: matto, strampalato e con uno stampo unico.
Se potessi parlare con te stesso di qualche anno fa, che consiglio ti daresti?
Sicuramente gli direi: “Non aver paura”. Ero insicuro, timido, tenevo le cose per me, nonostante avessi un grande potenziale, anche se acerbo e da coltivare. Questo sicuramente. Poi, gli direi di buttarsi senza paura, senza aspettare: le capacità le hai, quindi buttati! Ma comunque, sono soddisfatto del mio percorso. Non ho nessun rimpianto!
MYCHANCE parla di opportunità: qual è stata la tua più grande occasione finora, e come l’hai sfruttata?
La mia più grande opportunità, finora, penso sia stata aprire il concerto di Jack The Smoker a Bolzano. Ero in ansia totale, ma ho spaccato il palco con tutta la mia energia e adrenalina. Penso di averla sfruttata al meglio delle mie forze e delle mie capacità. Poi, stare nel backstage con un colosso del rap italiano come lui, conversando come due amici, è stato qualcosa di unico, inspiegabile. Sotto pressione do sempre il meglio di me!
