Al momento stai visualizzando “Nausea” dei Raiva: recensione

“Nausea” dei Raiva: recensione

  • Tempo di lettura:3 minuti di lettura

Negli ultimi anni, parlare di disagio giovanile è diventato quasi una moda. Ci sono artisti che usano l’argomento come cornice estetica, altri che lo cavalcano per ottenere empatia facile. I Raiva, invece, sembrano fare l’opposto: non sfruttano il malessere, lo denunciano. “NAUSEA” è un EP che si muove con la precisione di un’inchiesta giornalistica: analizza, espone, collega i punti, mostra come pressione sociale, stress e conformismo si accumulino fino a diventare una reazione fisica. Non parla di disagio: lo documenta.

L’apertura con “Abaco” mette subito in scena il contesto: un ambiente mentale affollato, sovraccarico, in cui tutto si ripete. I featuring — Pescara Tossica, Columba Cursoria e Aron Pirri — amplificano la sensazione di essere circondati da voci, giudizi, richieste continue. Ognuno porta un frammento di realtà, un pezzo del puzzle. Il brano è strutturato come un ciclo: beat ripetitivo, metrica circolare, immagini che ritornano. È la rappresentazione perfetta del loop quotidiano in cui molti giovani si sentono intrappolati.

Con “Chiuse le mani” la prospettiva cambia: si passa dalla radiografia sociale alla testimonianza personale. Il testo è un flusso che non giustifica, non abbellisce: racconta la lotta di chi vive senza potere, senza risorse, senza margini. La produzione è cupa, densa, volutamente soffocante. La voce sembra sempre un passo prima del collasso. È un brano che restituisce la fatica mentale di rimanere a galla quando tutto intorno affonda.

“Problemi” ribalta il registro. Non il contenuto, ma il linguaggio. Qui i Raiva raccontano la normalizzazione dell’ansia attraverso l’ironia: il punk introduce un ritmo che sembra dire “balliamo finché non crolliamo”. È una traccia che denuncia una verità scomoda: siamo abituati a minimizzare il disagio perché riconoscerlo davvero farebbe troppo male. La leggerezza della produzione serve a mostrare l’assurdità di questa dinamica.

“Me Musa” porta l’indagine dentro la mente. Non più statistiche emotive, non più pressioni esterne: qui si parla dell’eco interiore di tutto ciò che si è subito. I pensieri intrusivi diventano personaggi, quasi antagonisti. Il flow è più controllato, la voce più vicina, come in una confessione registrata. È un brano che mette a nudo la parte più difficile da raccontare del malessere giovanile: quella che non vedi, quella che non si misura.

Il percorso culmina con “Guerra senza fine”, una traccia che trasforma l’EP in un editoriale. La denuncia si fa politica — nel senso più concreto del termine. La produzione mischia industrial, metal, rap e pulsazioni tribali per creare un sound che è un grido. Il testo parla di una violenza che non esplode solo nelle strade, ma soprattutto nelle parole, nelle convinzioni tossiche, nella presunzione di essere “dalla parte giusta”. È la critica di una società che utilizza la moralità come arma.

“NAUSEA” è un EP che sembra scritto da chi il disagio non lo osserva: lo vive.
Un debutto che ha il coraggio di dire ciò che molti tacciono.

Ascolta

“Nausea” dei Raiva: recensione

Raiva nascono ufficialmente nell’estate del 2024, quasi un anno dopo aver iniziato a lavorare alle demo di NAUSEA. In realtà, senza essersi mai dati un nome comune bensì seguendo la classica formula rapper/produttore, Alessandro Renzetti, in arte Tomo e Giorgio Casiraghi iniziano a fare musica insieme poco dopo essersi conosciuti nel gennaio del 2018, quando il vocalist viene spinto da un amico comune a registrare una bozza nello studio homemade di Giorgio, a Pescara. Le esperienze e le difficoltà personali li conducono però ad un rapporto altalenante che li vede affrontare diversi periodi di lontananza e preclude ai due la pubblicazione di brani in collaborazione. Ciò fino alla fine del 2022, quando iniziano a lavorare a delle bozze in uno stile differente dal precedente rap classico, spostandosi verso sonorità metal ed occasionalmente punk. La ricongiunzione artistica dei due viene sigillata dalla creazione di uno studio di registrazione privato insieme ad altri ragazzi della scena musicale pescarese, chiamato doP Studio, che permette al duo di usufruire di un luogo stabile per la produzione e la registrazione della propria musica. Nel 2023 nascono le prime bozze di NAUSEA, la cui registrazione viene poi ultimata nell’autunno del 2024, pochi mesi dopo l’idea di trovare un nome comune e la decisione quindi di presentarsi al pubblico come un vero e proprio gruppo musicale.

Carolin Albertazzi

Carolin Albertazzi