Il Primitivismo di Paul Klee al Mudec – Alle origini dell’arte

È comune pensare al Primitivismo come alla corrente tardo ottocentesca che deriva dal dibattito artistico e culturale sull’arte etnica e su ciò che essa suscita nel mondo occidentale.


Il focus in questo caso era riconoscere tutti gli input derivati dall’arte africana, giapponese, oceanica ed egizia lasciandosi trasportare dal fascino che esse creavano, individuando elementi da riproporre nella propria arte.
In Klee però il Primitivismo assume sembianze diverse. L’artista riesce infatti a mischiare un riverente sguardo al passato con la sua propensione alla beffa. Arriva così alla ricerca di una elaborata satira che possa infrangere la sacralità dell’antico.
Dopo un viaggio in Italia tra il 1901 ed il 1902, che lo porta a scoprire l’arte Paleocristiana presente a Roma, l’artista inizierà a considerarsi un “epigono”, un erede delle perdute civiltà del passato.
Musicista, poeta, conoscitore della vastissima arte occidentale ma anche teorico e docente alla Bauhaus; Klee è convinto della necessità di rinnovare l’arte antica ma soprattutto la sua sacralità intrinseca, veicolata da simboli e riti condivisi dal pubblico a cui l’arte stessa si rivolgeva, attraverso la parodia e al superamento dell’iconografia tradizionale.
Le opere di Klee vengono così riempite da alfabeti inventati ed iconografie nuove che invitano l’osservatore a porsi profonde domande su ciò che sta realmente guardando, fino a comprendere come l’opera sia formata da diversi strati su cui il significato viene dislocato.
È infine durante la guerra che Klee arriva a temi cosmici. Distaccandosi dalla parodia, si avvicina nuovamente alla religione, tramutando le sue opere in archetipi.
La mostra, a cura di Michele Dantini e Raffaella Resch, formata da cento opere, tra cui alcune inedite in Italia, è pertanto suddivisa in modo da rimarcare questo processo evolutivo dell’artista. Dalla caricatura, al primitivismo epigrafico fino all’astrazione.
Dal 31 ottobre 2018 al 3 marzo 2019 sarà quindi possibile conoscere l’artista sia mediante le opere già apprezzate dal grande pubblico che attraverso opere meno note, grazie ad un capillare lavoro realizzato dal Mudec di Milano, in collaborazione con il Comune di Milano e 24 ore Cultura

Vista da 48 visitatori

Leave A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *