Immaginate un film che non è mai stato girato. Un film in cui un cowboy solitario, uscito da una pellicola di Sergio Leone, si perde non nel deserto, ma tra le strade illuminate al neon di Tokyo, mentre in sottofondo suona un’elettronica in stile Giorgio Moroder. Questa è l’impresa folle e riuscitissima di “Paparazzi, Izakayas and Cowboys”, il nuovo album di Simone Sello, uscito il 12 dicembre 2025.
Questo lavoro è un concept strumentale che scardina ogni coordinata geografica e temporale. Sello, chitarrista e produttore italiano trapiantato a Los Angeles (con collaborazioni che spaziano da Renato Zero a Vasco Rossi) , usa la chitarra come una cinepresa, guidando l’ascoltatore in un “film immaginario” dove il Far West americano incontra l’elettronica anni ’80 e le suggestioni degli izakaya (le locande giapponesi). Come spiega lo stesso artista, è un progetto che unisce Morricone, Kubrick e Moroder , trovando un’estetica comune tra il western di Leone e lo “Yojimbo” di Kurosawa.
Il viaggio inizia con la traccia d’apertura, “Big Dipper Horse Ride”. È la dichiarazione d’intenti perfetta: non una cavalcata nel deserto, ma verso “orizzonti cosmici”. Il ritmo è quello incalzante di Moroder, ma le chitarre sono surf e psichedeliche. È come se Ennio Morricone e i Kraftwerk avessero deciso di scrivere una colonna sonora insieme.
Da qui, l’album esplora le sue molteplici anime. “Grey Horse’s Standpoint” è un omaggio diretto al western classico: una melodia meditativa affidata prima al celebre fischio (eseguito da Alessandro Alessandroni Jr.), poi alla chitarra slide, evocando paesaggi sospesi e surreali. Ma subito dopo, l’atmosfera cambia. L’album abbandona il deserto per la metropoli. “City Love” (con la voce di Jasmine Tommaso) è uno “schizzo urbano” notturno e rockabilly , mentre “Cocktail in Kanda” (con l’armonica di Giuseppe Milici) ci porta direttamente nel cuore di Tokyo. È una fusione interculturale di armonie jazz vintage e beat lounge elettronici, che dipinge perfettamente la copertina dell’album.
La scrittura di Sello, forte della sua esperienza decennale, brilla per ironia e cultura. Lo dimostra la surreale “Bambolotte”, un twist sperimentale che campiona persino un messaggio vocale di Bobby Solo, o la coraggiosa cover strumentale di “Everything I Wanted” di Billie Eilish. Nelle sue mani, la hit moderna si trasforma in un pezzo ambient-western espansivo e cinematografico. L’album si chiude tornando al “road movie americano” con “US 395 and Beyond”, un brano che suggerisce strade infinite e orizzonti aperti.
“Paparazzi, Izakayas and Cowboys” è un album colto, divertente e visivamente potente. È un’opera di sound design che riesce a unire mondi apparentemente inconciliabili, dimostrando che, nella musica, un cowboy può benissimo bere un cocktail in un izakaya di Kanda.

