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Raspa racconta il nuovo brano “BACKSTAGE”

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Raspa: la voce autentica di chi sceglie il cuore, non la moda. Raspa non è solo un nome d’arte: è l’alter ego di Raffaele, un giovane artista per cui la musica è molto più di una passione—è una necessità vitale.

Nato dal bisogno di esprimere ciò che le parole comuni non bastano a dire, Raspa trasforma la fatica, il dolore e le esperienze personali in versi che suonano veri, senza filtri. In un panorama dove l’apparenza spesso prevale sul contenuto, Raspa sceglie di restare fedele a sé stesso, mettendo l’autenticità prima di ogni strategia.

La sua missione? Dare voce a chi fatica a farsi ascoltare, partendo da sé. In questa intervista racconta cosa lo motiva, come affronta i momenti di blocco creativo e perché “seguite il cuore, non la moda” non è solo uno slogan, ma il manifesto della sua musica.

Cosa ti motiva a continuare, anche quando il cammino si fa difficile?

La mia passione per la musica, la mia voglia di fare questo. Se non ci fosse questo lato di me non credo che la mia vita andrebbe avanti alla stessa maniera. È il mio sfogo, ed è l’unica maniera che ho trovato per farlo, non posso farne a meno. Nonostante il percorso possa essere difficoltoso, non mi importa, perché finché avrò questa voglia di fare musica non ci sarà nulla che potrà fermarmi.

Quando hai capito che il rap non era solo un genere musicale, ma un bisogno vitale?

Nel momento in cui mi sono ritrovato in difficoltà nella vita privata e ho dovuto affrontare determinate esperienze negative. Da quel momento ho capito che l’unico modo per stare bene fosse scrivere ed esternare la mia emotività attraverso un foglio ed una penna. Se non avessi abbracciato il rap, non so se sarei qui ora.

Qual è la tua routine creativa? Hai dei rituali prima di scrivere o registrare?

Non ho rituali strani prima di scrivere o registrare. Vado ad istinto e di conseguenza il tutto vien da sè senza pensare a nient’ altro. La mia routine è quella di sentire varie produzioni, capire in quel momento quale mood e sentimento si addice di più al mio umore e di conseguenza ci scrivo sopra. Dopo aver scritto il pezzo, si passa alla fase di registrazione dove anche lì sperimento, abbozzo e capisco come e in che modo mettere giù le melodie, la metrica, spaziare con l’aggiunta di cori, vocalizzi ecc.

Ci passo un po’ di tempo “giocandoci” fino ad arrivare a quella che per me è la perfezione per quella canzone.

Qual è la lezione più grande che hai imparato facendo musica?

Sicuramente il fatto che dire quello che si pensa sia la cosa migliore.

Ho constatato anche il fatto che c’è sempre da imparare e migliorarsi. Io cerco di osservare e ascoltare tanto anche gli artisti che fanno musica che sono vicini a me e non solo quelli più conosciuti perchè penso che si possa imparare da ognuno a prescindere dalla popolarità.

Ho imparato anche che non bisogna mai perdere il controllo e rimanere sempre focus in quello che si sta facendo perchè per me la musica non è solo un hobby ma una cosa seria, di conseguenza ci dedico tutto me stesso.

Essendo per me una cosa seria ho imparato anche a fare molte domande e a non farmi abbindolare da coloro che promettono di venderti la popolarità e il successo, i cosiddetti “fuffaguru” della musica.

“Backstage” parla anche di fedeltà a sé stessi. Che significa per te restare autentico oggi?

A volte credo che rimanere autentici al giorno d’oggi non sia una cosa così scontata.

Per me significa fare qualcosa di diverso dagli altri e mostrare la propria arte senza veli. Portare in primo piano il proprio pensiero. Io in questo non ho mai avuto difficoltà, mi sono sempre messo in primo piano per raccontare chi sono e come sono fatto. La propria vita porta autenticità perchè ognuno ha una vita diversa da un altro. Basta solo essere sè stessi.

 Hai mai avuto paura che raccontare troppo di te potesse metterti a nudo?

Si l’ho pensato tante volte e spesso magari non mi mostro al 100%, mi sforzo però di mettermi a nudo ugualmente, dopotutto Raspa è nato anche per questo, per dare voce a Raffaele che è un ragazzo che non riesce ad aprirsi molto con le persone che lo circondano. Raspa è la forza, Raspa è come il coach motivazionale.

Da dove prendi ispirazione quando senti di non averne più?

Principalmente l’ispirazione viene da dentro di me, da ciò che vivo. Infatti un lato negativo è il fatto che se io avrò un momento di stallo nella mia vita, lo avrò anche nella musica. Mi è successo più volte di avere un blocco e di non riuscire a scrivere più nulla, però so che quello è solamente un blocco temporaneo quindi semplicemente aspetto che passi il periodo per poi ripartire.

Un altro modo in cui prendo ispirazione è la casualità degli incontri: quando vedo fare azioni anche quotidiane o sento determinate frasi o concetti magari mi fanno pensare e da li mi si apre un mondo, sviluppo un mio pensiero e ci “romanzo” sopra.

 C’è un episodio della tua carriera che consideri il tuo vero “turning point”?

Al momento devo dire di no purtroppo. Io ho fatto tanti live, Festival, Aperture a concerti, Talent Televisivi ma non posso dire che ad oggi, ci sia qualcosa che mi abbia svoltato. Sto ancora aspettando quel momento sperando che arrivi al più presto perchè mi sto dando molto da fare e spero che tutti i sacrifici vengano ripagati in qualche maniera.

 Che consiglio daresti a un giovane che vuole iniziare a fare musica oggi, ma teme di non avere nulla da dire?

Sarò duro e schietto. A te che stai leggendo ti voglio dire che se temi di non aver nulla da dire, forse non è la strada giusta per te. Non per forza bisogna fare musica per esprimersi, ci sono tante arti con le quali poterlo fare. Di base una persona inizia a fare musica, parlando del rap, perchè ha qualcosa da dire, perchè vuole già dire la sua o esternare un suo disagio o non.

Invece se vogliamo essere più carini, se una persona non ha nulla da dire può iniziare ugualmente a fare musica però raccontando non di sè ma di ciò che lo circonda nel mondo. Trattare temi sociali, creare dei racconti di fantascienza, raccontare qualsiasi cosa che potrebbe accumunare tante persone così che possano rispecchiarsi in quello che ascoltano.

Seguite il cuore e non la moda.

Se la tua musica fosse un manifesto, che frase ci sarebbe scritta sopra?

“Seguite il cuore. Non la moda.” Come accennavo già prima, ho iniziato a fare rap per esigenza e continuo a farlo per questo motivo. Non capisco chi si avvicina a un’arte o qualsiasi cosa solo perchè va di moda in quel momento. Se non si ha qualcosa da dire è meglio stare zitti.

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Carolina Albertazzi