Al momento stai visualizzando “Venere”: Jaranoia e il brivido dolce-amaro di un amore che sfugge

“Venere”: Jaranoia e il brivido dolce-amaro di un amore che sfugge

  • Tempo di lettura:2 minuti di lettura

“Venere” di Jaranoia mi ha colpito al primo ascolto in un modo che non riesco del tutto a spiegare. C’è quella loro solita aura mistica — che personalmente adoro — qualcosa che vibra sotto la pelle e rende ogni nota un piccolo mistero. È come se la band sapesse incantare senza mai alzare la voce.

In questo brano l’amore diventa un pianeta inaccessibile, bellissimo e crudele. L’idea di essere attratti da qualcosa che non può sostenerci mi ha subito trafitto: quante volte ci si innamora di ciò che non ci fa respirare davvero? Jaranoia riesce a raccontarlo senza melodrammi, con una lucidità che fa male.

Il beat minimale crea una sensazione di vuoto, quasi un’eco, mentre la melodia pop cerca di aprire uno spiraglio, una finestra da cui entra un po’ di luce. È un equilibrio fragile, e forse proprio per questo così umano.

La malinconia del brano non schiaccia: accompagna. Ti resta addosso come una notte troppo lunga ma stranamente familiare.

Con “Venere”, Jaranoia non si limita ad anticipare un disco: ci invita in un luogo emotivo più profondo, dove l’amore è bello, ma non sempre abitabile.

Ascolta

Jaranoia è il progetto musicale bipolare di Jacopo Ramonda e Fabio Donalisio.

Jacopo Ramonda e Fabio Donalisio sono cresciuti negli anni ’90 (come il tag di Tinder), e si sente. Si sono conosciuti da scrittori, molto tempo fa, come se la musica fosse scomparsa, per motivi diversi, dalla zona delle possibilità. Poi si sono ritrovati, e le canzoni hanno preso una forma bifronte: i pezzi dell’uno sono stati frastornati (e rivitalizzati) dalle mani dell’altro.

Non importa chi fa cosa: scrivere ha la stessa sostanza del fare. Le voci sono due, i pezzi sono dicotomici eppure coesi, necessariamente. Una sorta di poison pie: un involucro di pop delicato ripieno di veleno scuro.

Le ovvie — ma nemmeno così tanto — nostalgie anni ’90 vengono fuori straziate e poi ricodificate in una sorta di sentimento grunge, ma astratto, prosciugato. Dovessero stilare un elenco di reference (perché è sempre necessario essere incasellati), probabilmente citerebbero prima Ivano Ferrari che Kurt Cobain, Giorgio Caproni insieme a Mark Lanegan. E questo è quanto.

A ottobre 2025 presentano il loro primo singolo “Nostalgia del presente”, seguito il mese successivo da “Venere”: brani che aprono la strada a quello che sarà il loro primo album, in uscita nel 2026, “Precipitavamo con distacco come la neve”.

 

michelaredazione

michelaredazione