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“Way Out” di Don Jio: recensione

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L’ascolto di “Way Out” rivela un progetto in cui l’architettura sonora è tanto ponderata quanto l’emotività dei testi. Don Jio, che ha curato ogni suono e ogni scelta produttiva da solo, ha costruito un album che celebra la semplicità strumentale come massima espressione dell’emozione. Il fulcro del suo stile è la combinazione di pianoforte e archi, spesso minimalista, che valorizza l’interpretazione vocale e la narrazione.

L’album è un percorso che spazia dalle ballate più intime ai pezzi di rottura, dimostrando una maturità compositiva acquisita lungo un decennio di scrittura. La scelta di inserire la versione “pianoforte e violini” di “Can’t Really Love You” (nata come dance track) è emblematica: il messaggio prevale sul beat, l’introspezione sulla pista. Questo approccio è la firma di Don Jio, che ritroviamo in “All I Wanna Do,” dove la strumentazione è ridotta all’essenziale per veicolare “pura emozione”.

Tuttavia, “Way Out” non è un disco solo acustico. L’artista dimostra la sua versatilità inserendo brani più dinamici, che creano un equilibrio calibrato. “Breathless” è l’esempio lampante, un pezzo “altamente funky” ed energetico, dove i cori e i pianoforti sovrapposti creano un ritmo travolgente, completato successivamente dalla batteria. È un momento di leggerezza celebrativa, un respiro dalla gravitas dei drammi sentimentali. Poi c’è “Ice,” sexy e passionale, che con il suo ritmo accattivante esprime una resa alle difese in amore.

La curiosità produttiva culmina in tracce come “Treasure Down The Ocean,” un pezzo molto lungo e sperimentale, influenzato dalla musica ambient cui l’artista si è appassionato. È un requiem per una perdita devastante (la morte dei suoi due gatti in un incendio), che si sviluppa nello spazio sonoro “senza fretta”. La sua genesi durante il periodo del Covid, con l’uso del tempo per lavorare sui dettagli e registrare in studio, evidenzia la cura maniacale del suono. Don Jio, imparando la produzione digitale da autodidatta, è riuscito a condensare la sua intera esperienza (dal classico, al dance, al duo elettronico) in un’opera solista che suona autentica, completa e, soprattutto, indipendente.

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“Way Out” di Don Jio: recensione

Don Jio ha cominciato a studiare pianoforte classico da bambino, già a 8 anni cantava nel coro dei piccoli cantori veneziani. A 10 anni ha composto la sua prima canzonetta, che ancora ricorda, e sua madre non credeva che l’avesse potuta scrivere lui. Da allora, ha continuato a suonare al pianoforte e cantare gli spartiti dei suoi cantanti preferiti, era il suo passatempo preferito. Ai tempi del liceo suonava la tastiera in una band, e successivamente ha cantato nel coro universitario di Bologna, facendo tournée per l’Europa.

Dopo essersi laureato in tutt’altro, ha cominciato a dedicarsi seriamente alla musica, iscrivendosi al diploma di canto professional del Music Academy di Bologna. Da li ha imparato l’armonia e la composizione, iniziandosi al gusto per il Blues e il Jazz.

Intorno ai 25 anni, Don Jio ha cominciato a scrivere canzoni per musica dance, frequentando locali notturni aveva conosciuto molti DJ, che avevano bisogno di musicisti per le loro produzioni.

La sua successiva avventura musicale è stata il duo pop elettronico Lunatiq Phase, un progetto che ha aperto nuove porte alla creatività e alla libertà compositiva rispetto alla dance. Il loro ultimo album, LP, è stato pubblicato nel 2018. Tutte le canzoni scritte e prodotte fino ad allora sono uscite, e con contratti discografici. Jio ha imparato molto in quegli anni, la produzione musicale al computer, Cubase, Logic. Non erano piú solo le melodie della voce, gli accordi al pianoforte e i testi, ma la creazione in digitale di tutti gli strumenti musicali.

Dopo anni di collaborazione con Dariush, si sono naturalmente separati per divergenze artistiche. Don Jio aveva imparato abbastanza, le sue canzoni ormai erano complete senza la necessità di un’altra mano, il suo stile personale era ormai indipendente. Le sue canzoni nascevano da sole. Scriveva gli spartiti di tutti gli strumenti e cantava tutte le parti vocali.

Negli ultimi anni, deciso ad abbracciare un’espressione più intima e personale, Don Jio ha intrapreso il suo viaggio da solista, dedicandosi alla profondità e alla semplicità delle canzoni scritte al pianoforte e trasmesse attraverso la sua voce cruda, semplificando il suo stile a un nucleo di strumenti acustici.

Nel 2010, Don Jio si è trasferito a Berlino per amore, e si é anche innamorato della cittá quindi non é piú tornato a vivere in Italia. Ha continuato a collaborare con Dj e a scrivere canzoni melodiche. Nel periodo del covid, avendo tanto tempo a disposizione, ha deciso di concretizzare questo suo terzo album, scegliendo le canzoni a cui teneva di più e lavorando sui testi, su tutti i dettagli della produzione, e registrando in studio tutte le voci e la batteria acustica.

Don Jio ha già pubblicato sette singoli dell’ album che sta uscendo, e ha realizzato tutti i relativi video da solo, semplicemente con il suo iPhone 11 Pro. Rendendosi conto dell’importanza della componente visiva al giorno d’oggi, si è dedicato alla videografia e allo studio del montaggio con Premiere. Creare video è diventata la sua ultima avventura creativa, che lo appassiona profondamente.

La canzone, dalla prima nota composta al pianoforte fino al video finito, è diventata per Don Jio un lungo viaggio personale, frutto di tante emozioni, sforzi e perseveranza, che gli ha dato immense soddisfazioni.

Nelle sue canzoni, Don Jio parla fondamentalmente di emozioni e sentimenti, di storie d’amore ma anche di delusioni. Racconta le sue esperienze personali, che potrebbero rispecchiare quelle di chiunque. Affronta l’imperfezione della vita, che ha imparato ad accettare e persino a celebrare. Tutto ciò che crea o che lo circonda ha dei difetti, e per lui è giusto accoglierli con un sorriso, riconoscendo la loro importanza. Parla di diversità e della difficoltà di trovare un proprio posto per essere se stessi, parla della libertà che ha sempre ricercato nel suo percorso.

Il suo obiettivo è farsi conoscere come musicista e farsi ascoltare. Vorrebbe avere l’opportunità di suonare in giro con una band, collaborare con altri musicisti e crescere come artista. Desidera trascorrere meno tempo al computer per tornare a fare il cantante, concentrandosi sull’interpretazione delle canzoni. Si ritiene soddisfatto per tutto ciò che ha imparato finora ed è entusiasta per l’uscita del suo album solista!

A ottobre 2025 pubblica il brano “All I Wanna Do”.

Carolin Albertazzi

Carolin Albertazzi