Intervista agli I-Science, la band multietnica italo-senegalese impegnata a favore dell’ambiente

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Torniamo a parlare degli I-Science, la band multietnica italo-senegale che continua il suo viaggio corsaro nel mondo della musica internazionale.
A capitanare i nostri pirati preferiti troviamo Corinna Fiora, frontwoman italiana trasferitasi da qualche anno in Senegal.
Abbiamo rivolto a lei qualche domanda per scoprire di più sul progetto, sulla musica e sul messaggio che gli I-Science portano al mondo con i loro brani, in particolare con l’ultimo singolo Garab.

  • Ci sono band e/o artisti italiani che apprezzate e che hanno, in qualche modo, influenzato la vostra musica?

Eccome se ce ne sono! Di sicuro tutto il filone del rock progressive italiano anni 70, con gli Area e il mitico Demetrio Stratos al primo posto. Le atmosfere un po’ surreali e melanconiche di Paolo Conte o Vinicio Caposela, l’hip hop di Caparezza, Casino Royale, 99 Posse…i grandi jazzman italiani come Paolo Fresu e i suoi album che mescolano la musica tradizionale sarda al jazz, o il cantante polivalente Gavino Murgia, i testi strani e profondi di Lucio Dalla…si, come al solito saltiamo da un genere all’altro, questo perché amiamo la musica in tutte le sue sfaccettature. Ultimamente devo dire che ho riscoperto e apprezzato i giovani Maneskin, che fra l’altro hanno il merito di avere portato avanti un progetto di band, per niente facile al giorno d’oggi! Vi ho dato una lista così, su due zampe, so per certo di aver dimenticato molti artisti che amiamo e stimiamo. Last but not least : tutti i giovani musicisti indipendenti italiani che si fanno un mazzo tanto e fanno tanta bella roba. Ogni volta che rientro mi entusiasmo ad ascoltare concertini, anche giusto concerti di strada e apprezzare la bravura e la creatività dei giovani musicisti italiani!

 

  • Come mai avete trovato che l’immaginario piratesco sia quello più adatto per rappresentare il vostro messaggio?

Perché avevamo voglia di sognare, di divertirci come bambini e come bambini di creare il nostro mondo e la nostra realtà. Vestiti da pirati, immaginiamo orizzonti vasti e mille avventure davanti a noi e questo ci porta ispirazione e buon umore! C’è anche da dire che siamo praticamente tutti dei fan di One Piece, il manga più mitico di tutti i tempi, che appunto racconta la storia di una ciurma di giovani pirati, assetati di avventure e libertà. Si sa, la musica e i fumetti sono sempre andati d’accordo e quest’opera d’arte, che sotto coperto di una storia di pirati ci parla di temi come l’amicizia, l’oltrepassare i propri limiti, la spiritualità, la marginalizzazione e tanto altro, ci ha ispirati a voler anche noi prendere il mare (sia quello fisico che quello della fantasia) e percorrerlo con la nostra musica. L’altro punto è che i pirati sono stati fra i primi veri ribelli anarchici: i battelli pirati attaccavano le galere degli schiavisti, liberavano gli schiavi e, se lo volevano, gli proponevano di far parte della ciurma. Praticavano forme comunitarie molto più eque delle società coloniali e discriminanti di quel tempo; nonostante il sessismo patriarcale dilagante del tempo, alcuni fra i capitani più conosciuti e temuti erano donne, come per esempio la mitica Ching Shih. Insomma, i pirati già a quel tempo rimettevano in questione la società dominante e la sfidavano apertamente. Detto questo, non so se sia l’immaginario più adatto, ma di sicuro in questo momento è quello che sentiamo più nostro…

 

  • Con questo progetto e questo brano volete sensibilizzare le persone all’importanza della riforestazione -ma non solo- che, in particolare negli ultimi anni, è un argomento molto importante: com’è nato tutto questo?

Già da un po’ di tempo con gli I-SCIENCE ci interessiamo ai temi ambientali, come per esempio il problema della privatizzazione del litorale qui a Dakar. Questo ci ha permesso di avere una reputazione di “band attivista”. Oltre a questo avevamo svariati amici membri dell’associazione ambientale senegalese Oceanium, che seguiamo da tempo. L’Oceanium ogni anno, collaborando con centinaia di giovani delle regioni del Sine Saloum e della Casamance, si organizza per riforestare almeno 2000 ettari di mangrovia, una grande iniziativa, ma non conosciuta da molti. Hanno quindi deciso di dare più visibilità all’iniziativa e fare sensibilizzazione presso le popolazioni grazie ad una canzone e un video. Ci hanno quindi contattato per collaborare su questo progetto e tutto è nato da li. 

 

  • Quali risultati ha portato il vostro lavoro?

Abbiamo avuto molti feedback positivi rispetto all’artistico ma il grosso del lavoro e i veri impatti li hanno avuti i nostri amici dell’Oceanium. Il loro lavoro di riforestazione sta nettamente migliorando i risultati dei raccolti (la terra mantiene meglio l’acqua nella nappa freatica grazie agli alberi e la pluviometria è aumentata), le risorse alieutiche stanno crescendo (i pesci pongono le uova in mezzo alle radici delle mangrovie) e i 5000 giovani mobilizzati sono i migliori ambasciatori che si possa avere per la causa ambientale. Noi abbiamo giusto fatto da megafono a tutto questo attraverso i social e le interviste con la stampa locale. Ora stiamo cercando fondi per organizzare una tournée musicale e di sensibilizzazione, con cinema-dibattito e poter toccare ancora più persone, rendendo il nesso fra il tenore di vita e l’ambiente molto più chiaro. 

 

  • Non tutte le persone potrebbero avere la possibilità di partecipare attivamente alla riforestazione del Pianeta: quali attività alternative suggerite per poter ugualmente prendere parte al progetto?

Piantare uno o qualche albero è più facile di quello che si pensi, sono fra l’altro delle belle attività da fare con giovani e bambini o da proporre alle scuole. Effettivamente però dipende da dove si è. Comunque per proteggere attivamente il pianeta ci sono svariati modi. La prima cosa è informarsi: quali sono le iniziative già esistenti nel tuo territorio? Di quale appoggio hanno bisogno? A distanza, si possono anche sostenere altre cause facendo sensibilizzazione, condividendo le informazioni trovate e / o sostenendo economicamente le iniziative. L’Oceanium per esempio ha spesso bisogno di fondi. Se volete sostenere il loro lavoro, potete fare un giro sul loro sito o prendere contatto direttamente con gli I-SCIENCE (attraverso i nostri social) e vi invieremo la lista delle diverse attività perché possiate scegliere quella che vorreste finanziare. La cosa fondamentale è il non dimenticarsi che il mare è fatto di tante piccole gocce d’acqua. A volte ci chiedono “ma non vorrete mica cambiare il mondo?”, in realtà sì, lo vogliamo e nel nostro piccolo penso che lo possiamo perché tante piccole azioni possono fare macchia d’olio e fare la differenza. Ciò che non fa la differenza è l’indifferenza, appunto. Per il resto, nessun gesto è troppo piccolo…

 

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