Intervista alla band milanese Quaalude

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  • Oggi siamo con i Quaalude che ci presentano il loro nuovo album “Under My Hat”. Com’è nato questo progetto?

Il progetto di “Under My Hat” nasce dal desiderio di scrivere musica inedita che fosse credibile e fruibile da tutti. Abbiamo ricercato un sound brit rock, che è quello che ci contraddistingue, con delle sonorità più pop. Con i testi abbiamo voluto proporre qualcosa di più personale, ma al tempo stesso condivisibile da tutti perché parlano di esperienze e pensieri che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo fatto in riferimento a qualcun altro.

  • Qual è il significato del vostro nome d’arte?

Il termine “Quaalude” è una citazione del film “The Wolf of Wall Street”, un capolavoro. Inoltre ci piaceva richiamare il funzionamento della sostanza. Il Quaalude veniva utilizzato come farmaco per trattare l’insonnia, tuttavia se riuscivi a non addormentarti dopo la somministrazione, questa sostanza dava un effetto di euforia e benessere. Ci intrigava l’idea di un “effetto sorpresa”, che la nostra musica potesse essere qualcosa di inaspettatamente piacevole per chi ci ascolta.

  • Qual è il brano dell’album che fareste ascoltare ad una persona che non vi conosce?

Probabilmente “Simplicity”; è un brano molto diretto, sincero, personale e ha un’atmosfera che sentiamo molto nostra. Siamo certi che sarebbe un ottimo biglietto da visita, tant’è che l’abbiamo selezionata come prima traccia dell’album.

  • Le canzoni dell’album sono tutte in inglese, come mai? Avete anche dei pezzi in italiano?

Tutti e cinque ascoltiamo prevalentemente musica internazionale, di generi anche molto diversi tra loro. Ci è venuto spontaneo dunque scrivere in una lingua che ci veniva naturale utilizzare. Inoltre l’inglese è la lingua universale, parlata da tutti nel mondo: ci piaceva l’idea che la nostra musica non avesse confini geografici. Dopo tanti anni, però, siamo arrivati a desiderare di sperimentare anche brani in italiano. In futuro quindi potreste sentire qualcosa anche nella nostra lingua madre.

  • Sentite che “Under My Hat” sia un progetto completo o a posteriori avreste fatto qualche modifica ai brani che avete scelto per la tracklist?

Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto con “Under My Hat”, al momento non cambieremmo nulla dei nostri brani. è possibile però che con il tempo e continuando a crescere e a sperimentare potremo pensarla diversamente. Per adesso siamo felici di presentare al pubblico la nostra musica.

 

 

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